domenica 1 novembre 2009

Ad ali spiegate



Ho provato e pensato… pensato e ripensato come buttar giu quello che sta succedendo in questi giorni in nuova zelanda. Durante tutti i miei viaggi precedenti, australia, asia, indonesia e gli ultimi giorni in thailandia e malesia cercavo un modo per aggiungere un po di pepe nel mio nuovo viaggio. Già scegliere la nuova zelanda lo era. Non conosco nessuno che avesse fatto un anno qui, perciò non da turista ma praticamente da “quasi immigrato” uno di quelli che se ne gira per il paese in cerca di emozioni e paesaggi incontaminati, ma anche di lavoro. Non ho trovato informazioni ne forum su questo tipo di viaggio, non come avevvo fatto per l australia dove tutto oramai era già un percorso scritto. Insomma, un po un salto nell incognito. Ora penso con certezza che non essere riuscito ad avere il secondo visto in australia forse non è stato un peccato, perché come tutti quelli che non hanno intenzione di rimanerci un po mi sarei annoiato. E questa è stata un ottima occasione per provare qualcosa di nuovo. Aggiungiamo altre tre fondamentali decisioni per renderlo unico e un po piu difficile e laborioso: la prima, quella di surfare i divani altrui, cioè di stare a dormire a casa di sconosciuti che ti ospitano gratis a casa loro, cosa già speciale solo a pensarci, la seconda, quella di stare in un van (specie di camper con servizi base, classico da backpacker)da comprare assolutamente da solo, quando non ero a casa altrui, entrambe decisioni prese per evitare sia il costo, sia il tipo di viaggiatori “turisti” che si trovano nei backpacker, e l ultima, molto importante, di lavorare e cercare impiego solo nelle “farm”, cosa che dovevo fare in australia ma che, con molto rimpianto, ho furbamente evitato facendo facili lavori in città e vivendo quasi una “vita normale” in città dove avevo tutti i confort, forse a volte di piu, che ho a casa mia. L insieme di tutte queste cose sono una bomba. Una cosa certa è che tutto questo sta funzionando. Quello che sto vivendo è un insieme di eventi, emozioni e stati d animop fin ora mai visti o provati. E come già detto, ho pensato e ripensato a come mettere su una pagina web tutto questo ma per quanto mi sforzi mi risulta impossibile. In 3 settimane in nuova zelanda mi sono successe tante di quelle cose strane e sorprendenti che scriverle impiegherebbe troppo, senza dare il risultato che dovrebbe dare. Perciò le sparo come viene saltando quelle piu personali e introspettive per non annoiare troppo e lasciare spazio alle piu superficiali ma divertenti.
Arrivato all aereoporto di Christchurch, la piu grande ma anche l unica città dell isula del sud (la nuova zelanda è uno stato di due isole, quella del nord con circa 3,5 milioni di abitanti e quella del sud poco piu di 1 solo milione, quasi tutti a christchurch) mi accorgo che qui ci tengono parecchio all ecologia e alla natura. Cosa da ammirare veramente. Chi aveva sacco a pelo e tenda, o cmq equipaggiamernto da campeggio doveva aprirlo completamente, se uno evesse avuto qualcosa sporco anche poco, di fango avrebbe preso multe da 200$ in su, cosa confermata da uno che l ha presa.. Passo la notte allaereoporto dormento sulla moquette nel mio caldo sacco a pelo con altre due tedesche che anche loro, non avendo un posto dove dormire optano per il corridoio dietro la sala giochi… praticamente di dormire non se ne parla..La mattina prendo il bus e arrivo in città.. l ostello non mi da il letto prima delle 13… e sono le otto di mattina. Cerco energie nelle riserve e decido di sfruttare il tempo a disposizione invece di piangermi addosso per la sonno. Cerco l immigrazione per trasferire i visto sul passaporto, compro una scheda telefonica e vado in banca ad aprire un conto. Non male… in una mattina avevo fatto tutto quello di cui avevo bisogno per potermi rilassare tutto il pomeriggio. Entro in camera dell ostello e con chi sono?? Io e tre ragazze, due ozzy e una canadese… tutte con una sacca visibilmente snowboardista!! Mi raccontano che hanno appena finito la stagione di lavoro alle seggiovie!!! Ero già entusiasta e mi hanno dato delle info d oro per la successiva!! La terza mattina lascio l ostello e mi presento dal tipo del couch surfing, uno di quelli che ti lascia a dormire a casa sua… giusto cosi, per incontrare gente nuova, condividere informazioni sul posto (visto che ci abitano) e praticamente le serate, le chiacchierate e tutto il resto che ne consegue. E aggiungiamo, tutto questo gratis. Che mondo ragazzi… in un ostello non ho mai conosciuto cosi tanta gente fantastica in cosi poco tempo. Per vari motivi alla fine sono rimasto da lui per 13 giorni!! Il suo posto era vicino al centro e ogni giorno c erano entrate e via vai di gente nuova. Aprofittando della situazione ho preso con molta calma il fatto dell acquisto di un van e tra aste perse visto il fatto che dovendolo comprare da solo avevo un limite basso per la spesa, e altri scartati per via delle condizioni alla fine riesco a prenderne uno un po vecchietto (1987) ma tenuto da dio da un padre di famiglia kiwi un po strano. Dopo tre giorni che ero a casa sua a lui, ragazzo 21 enne fantastico, già con un ottimo curriculum di viaggi alle spalle e nessuna voglia di trovare un lavoro fisso e sentirsi in gabbia, si mette in mente di costruire una casetta al gatto. Il sole era spuntato dopo 4 giorni di pioggia e da quel giorno non ci lasciò piu. Prendo l occasione per usare gli atrezzi del vicino di casa e rivoluzionare il mio van.. renderlo personale a mia immagine e per essere al massimo per aiutarmi a rendere la mia missione zingara una realtà, taglio a metà il letto doppio, mi faccio una cucina e un lavandino, compro una doccia a 12v ecc… insomma un monolocale con le ruote. Per tutti i 13 giorni del mio stare da lui mi sono divertito come da tanto non succedeva, e sia gli altri ospiti che i suoi amici erano fottutamente pazzi e talmente aperti da poter stare con loro come se ci si conoscesse da anni!! Per una settimana sono riuscito a dividere la camera solo io e una ragazza brasiliana… poi la gente continuava ad arrivare.. sempre di piu.. In città lavoro ce n era parecchio, stava per cominciare l alta stagione tanto che due dei coinquilini in tre giorni ne avevano già trovato uno (la brasiliana in una settimana aveva già due lavori) ma io dovevo rispettare la mia promessa. Il secondo giorno che avevo il van tra l'altro avevo già preso la mia prima multa per divieto di sosta… io sono una calamita per ste cose… Dopo aver ultimato il lavoro del van ed aver salutato tutti decido di partire, ma l insistenza degli amici e del padrone di casa di restare per l ultima sera per una piccola festicciola mi lascia senza scelta, preparo tutta la roba sul van per partire l indomani presto e butto solo il sacco a pelo sul materasso con ormai l impronta del mio corpo. La decisione fu un ottima decisione. Una serata cosi la ricorderò per molto tempo. Di solito, io e molti altri per ricambiare l ospitalità del Ragazzo cucinavamo per lui roba spesso prelibata, tipica dei nostri paesi di provenienza. Ho mangiato di piu da lui che in una crociera di lusso, cicina slovacca, brasiliana, francese svedese ecc. Quel giorno eravamo già in 6 in casa sua. Verso ora di cena arrivava altra gente e quel giorno, come se di fossero messi d accordo tutti portavano vino o birra senza sapere di dove avrebbero dormito dato che Ian (padrone di casa) diceva di si a tutti senza mai preoccuparsi del numero. Insomma, dopo una mangiata infinita e vino e birra a fiumi continuava ad arrivare gente fino a che ci siamo trovati in 12… mi rendo conto che di libera era rimasta solo la credenza, prendo il sacco a pelo e lascio la mia stanza alle ultime due tedesche arrivate verso le una di notte. La situazione era strana. Io, il padrone di casa e dieci ragazze tra i 22 e i 29 anni dalle disparate parti dell europa e sudamerica. Per lo piu ubriache. Decidiamo che è il caso di ritirarci sul mio van e guardarci un film, la mia prima notte sul van… che notte!! Quante stronzate sparate e quante risate ad ascoltalre.



La mattina seguente, dopo una colazione abbondante fatta seduto per terra tra la folla di svedesi e tedesche dormivano in cucina scappo di buon ora cercando di non essere triste per lasciare una situazione cosi bella e pensando che era l inizio di una nuova avventura. E cosi è stato. Uscito dai confini cittadini mi accorgo che il paesaggio è piu bello di quello che uno può aspettarsi.. è proprio vero, le foto, per quanto a volte belle, professionali e impressionanti non riusciranno mai a darti la terza dimensione, quella dell immensità che puoi vedere solo con i tuoi occhi, e la quarta, quella che puoi provare nel essere li in quel momento. La sensazione di volersi fermare ogni 5 minuti per fare una foto e che rende 50 km circa 4 ore di viaggio.



A un certo punto, decido di fermarmi visto che era buio e che c era una piazzola proprio di fronte al mare che guardava a sudest verso l antartica e verso dove il sole sarebbe sorto nel giro di una decina di ore salendo dal curvo orizzonte di quel gelido oceano. Una bella cena in un posto dove c erano solo la strada, colline verdi piene di pecore e il rumore delle piccole onde che sbattevano sulla banchigia a un paio di metri dal van. Dopo cena decido di accendere il motore per poter usare l inverter e con sorpresa…. Non si accende!!! La batteria è a terra… completamente. Non ci penso troppo su e me ne vado a dormire. Avevo fatto solo 160 km e ci avevo messo tutto il giorno. Era tutto troppo bello, una cartolina infinita.
La mattina dopo colazione, decido che è ora di provare ad accendere il van ma non c è verso… la batteria non ha abbastanza carica per farlo. Provo a fermare qualcuno ma in mezz ora solo due camion passano di li e di fermare le loro tonnellate per me non ci pensavano proprio. Mi viene una delle mie idee di merda. Spingere alla vecchia maniera il van per poi ingranare la seconda e farlo partire. Un solo problema.. ero da solo… e il van era imbucato davanti ad un cespuglio… ce la metto tutta, lo spingo indietro per un paio di metri e poi cerco di spingerlo sulla strada asfaltata dove le gomme avrebbero fatto presa.. se fosse arrivato qualcuno (molto raro a quellora di mattina e in quel posto) mi avrebbe probabilmente evitato.
Cercando di non farmi venire l ernia spingo con tutte le forze che ho lasciando spalancata la porta dell autista per saltarci dentro velocemente ed ingranare la marcia, e piano a piano che raggiungo la striscia di asfalto mi accorgo che la strada pende leggermente verso l altra corsia, raggiunta una certa velocità mi lascio prendere un po dal panico perche il mio van stava praticamente viaggiando in leggera discesa in contromano sull autostrada neozelandese… con la ciliegina che al volante non c era nessuno… faccio uno scatto e salto sul sedile, ingrano la marcia e mollo la frizione… tum tum tum… e si ferma… mi sono dimenticato di tirare lo starter. Ero seduto su un van fermo nella corsia opposta. Cinque minuti prima avevo un problema, in quel momento invece ero nella merda. Ero insomma pronto a veder sbucare un bel camion cargo di benzina arrivare ai 100km/h da dietro la curva e buttarmi in mare, li a 5 m di distanza per evitare almeno l impatto. Scendo e riprovo senza pensarci e trovo la forza che non pensavo di avere, forse sono pure diventato verde chi lo sa, mi stavo troppo cagando addosso per pensare a qualunque altra cosa. Con l aiuto divino il tentativo va in porto, stavolta, tirando lo starter ol motore si avvia al primo giro…. Mi giro e torno alla piazzola lasciando il motore acceso.. mi accorgo di una cosa stupenda.. per tutto il tempo avevo degli spettatori passivi!! Due foche!!! Non ne avevo mai incontrate in cattività, erano li, a due metri da dove avevo parcheggiato che mi fissavano incredule dalla striscia di sabbia, probabilmente dandomi del coglione nella loro lingua. Dopo averle fissate a mia volta senza fare un movimento, ancora sorpreso dalla loro presenza e distrutto dallo sforzo di spinger un cazzo di furgone da solo, mi rimetto alla guida. La mia meta è Blenheim, non è una vera e propria citta neanche un paese… solo il centro di una zona vinicola famosa del mondo per il suo sauvignon blanc (qualcosa del genere, non so un cazzo di vini) e per cercare lavoro e cominciare a zappare insomma. Giro un po tute le agenzie di lavoro e mi metto in lista, la stagione comincerà da li a 15 gg.. giusto in tempo per farmi fare un giro. Cazzeggio qua e là e mi rendo conto che tutto ciò che ho intorno è stato fatto nel rispetto e nell amore per la natura…







Ogni posto dove mi sono fermato a mangiare o a dormire meritava di essere visitato per giorni.. ogni 10 minuti restavo senza parole davanti a queste colline verdi, al mare che mutava colore e alle montagne che ci si gettavano dentro con ancora la neve sui 2 terzi della loro altezza. Fatto sta che un amico incontrato all inizio mi chiama e mi dice di andare verso Nelson, poco distante da li per un festival speciale che si teneva da quelle parti.
Altre sorprese. Mi sono trovato a finire in una specie di villaggio dove tutti dopo una chiacchierata sono tuoi amici, un villaggio di artisti stravaganti che suonano improvvisando tutte le sere e spendono le giornate camminando in spiaggia o salendo le colline dietro di loro. Una specie di paradiso incontaminato nell abel tasman national park dove i turisti non vanno di solito ma restano sulla parte tracciata per turisti e vi assicuro che la gente qui, è proprio strana, fuori dal clichè del solito backpacker vagabondo che cerca di sopravvivere sul suo van…
Sto imparando tante cose e ascoltando storie di viaggi ed esperienze che oltre a lasciarmi a bocca spalancata mi fanni sentire un turista japponese. In una serata particolare non riuscivo a capire cosa stesse addirittura succedendo… all inizio sembrava un coplesso che suonava, poi mi sono accorto che tutti improvvisavano.. il batterista lasciava le percussioni a uno del pubblico e tirava fuori un violino elettrico(!!) un altro si univa con la sua armonica… il mio amico a un certo punto prende in mano il microfono e comincia a cantare improvvisando… la gente del pubblico poi ogni tanto si scambiava con i vari strumenti e dopo un po mi accorgo che davvero stava succedendo qualcosa di incredibile… semplicemente chi aveva voglia e capacità prendeva in mano uno strumento e cercava di improvvisare armonicamente con tutti gli altri. L amico il giorno prima mi aveva consigliato di raggiungerlo dicendomi solo “qui è molto meglio, bella gente con le giuste vibrazioni”… stavo scoprendo cosa intendesse. L imbarazzo di non saper suonare nessun strumento ne cantare mi faceva stare nel mio angolino con la mia birretta a lasciarmi stupire dalla musica e dall atmosfera che ne usciva. La cosa piu stupefacente è la facilità che c è a relazionarsi con le persone qui, persone con esperienze di vita e di viaggi alle spalle cosi grosse che ti danno una confidenza e una fiducia istantanea ancora troppo difficile per me… A volte mi sento quasi uno strofinaccio, ma allo stesso tempo ne sono deliziato. Per due notti ho ospitato pure un inglese di 29 anni sul mio van visto che la sua macchina era ancora in città. Sta viaggiando da piu di 5 anni e anche lui dovrebbe scrivere un libro, e sicuramente vanta il fatto di essere un personaggio. Quando mi sveglio la mattina e spalanco la porta scorrevole del van mi servono 10 minuti per capacitarmi di quello che vedo.
Ho fatto pochissime foto, è quasi rovinare l atmosfera farne una, perdersi quegli attimi irripetibili per cercare di immortalarli in qualcosa dove perderebbero almeno l 80% del loro fascino.
Come detto all inizio, sto cercando di trasformare esperienze ed eventi in parole, e rileggendo vedo pure che mi riesce male, lascio alla vostra immaginazione quello che sto vivendo, e mi preparo a domani per una bella camminata in collina per poi fermarsi a pernottare vicino alla cima, circa 1200 metri, a pernottare in tenda.
Cocludo col dire che sto pienamente raggiungendo il risultato che volevo… mi sembra di essere al mio primo viaggio dove tutto è nuovo e tutto è ancora da scoprire. La scelta di viaggiare assolutamente da solo ha i suoi aspetti negativi, il maggiore è quello economico, si spende molto di piu, ma da una libertà totale di decisione e la solitudine mi rende concentraro sui miei obbiettivi e i miei pensieri. Il fatto di non aver nessuno a cui parlare o ascoltare mi toglie tutte le distrazioni e mi lascia il tempo di vedere e notare le cose che davvero mi incuriosiscono, mi fa notare tutto ciò che normalmente mi sarebbe sfuggito. Anche se a dir la verità il tempo passato da solo fino ad ora è stato poco mi è bastato per aprire uno spiraglio in quella porticina che porta in quella stanza che piu che una stanza è uno stato d animo, che nella nostra vita frenetica di sempre, costellata di stronzate solo lontanamente percepiamo e mai sarebbe possibile raggiungere. Quello stato d animo che mi piace chiamare “ad ali spiegate” che penso sia prorpio la sostanza che viene rilasciata dal cervello nel sangue quando uno è un po che viaggia, e come l eroina, provoca assuefazione, richiede una dose sempre maggiore e provoca crisi di astinenza insane.
Ho passato ore con i due amici cecoslovacchi a studiare le mappe topografiche per trovare percorsi alternativi alle tracce battute che in alta stagione sono piene di escursionisti/turisti che rovinano l atmosfera che potrebbero dare questi posti in solitaria. Lo so sono egoista, ma trovo che certe bellezze naturali non debbano essere condivise anche con chi non le saprebbe apprezzare, e sono convintissimo che ci siano ancora cose del genere in giro, custodite da qualche parte e insvelate al turismo di massa, che pochi conoscono e sicuramente, coscenti della loro unicità e fragilità, tengono la conoscenza dell ubicazione per loro… e fanno bene!! Trovarle comporta fatica e sacrificio, e non è proprio questa la regola che poi vale per ogni cosa nella vita?? Che il dolce non è mai stato cosi dolce se non si è provato l amaro a lungo??

Ok.. troppo personale sto post lo so… ma tutte queste cose belle e nuove mi fanno davvero sentire 7 metri sopra al cielo, mi danno un energia sconosciuta e una voglia di scoprire indomabile, qui, per ora, è tutto un paradiso. Non vi preoccupate troppo, non finirò avvelenato dalle wild potatoes in Alaska… eh eh…

lunedì 19 ottobre 2009

Couch surfing

Ci sono, ancora vivo e vegeto, e mi sto divertendo come non mai. Lasciare all aereoporto tomoko per dividerci l ennesima volta non è stato piacevole ma lo sapevamo già in prima. Arrivato in nuova zelanda sono rimasto colpito da moltissime cose. Sono qui da circa due settimane e devo dire che Christchurch è una città bellissima, non congestionata, tutto scorre tranquillo e la gente è piacevolissima. Qui è il punto a cui volevo arrivare. Ho provato, visto che è già mesi che viaggio e avevo pure bisogno di qualcosa di nuovo da far coincidere col mio arrivo in NZ, a iscrivermi a "couch surfing", un sito particolare dove la gente offre un divano o un materasso in cambio di... niente... compagnia, una pasta, ecc... Devo dire che questa cosa mi sta piacendo molto, stanno succedendo cose bellissime e sto incontgrando persone fantastiche con cui mi sto divertendo talmente tanto da farmi dimenticare tutto il resto. Già sapevo che in un sito cosi avrei incontrato solo persone che davvero amano viaggiare in modo particolare, non come turisti intendo... insomma, gente con cui puoi solo trovare puntio in comune. Fico!!
Il padrone di casa, un Kiwi di 22 anni è fantastico e mi sta pure aiutando a costruire il van...
Ah si, ho comprato un van e ci sto facendo praticamente una casa all interno... lo so mi tratto bene, ma penso di starci parecchio sopra...




Appena partirò per il viaggio scriverò un post come si deve, ma tra tutte le cose che si devono fare appena arrivati in un posto (scheda telefonica, conto in banca, immigration, vedere 10m van e cars etc) sono stato molto busy...

Chiudo ripetendo l inizio... couch surfing è una figata assurda, trovi persone pazzesche con le quali puoi creare una certa complicità in poche ore, divertirti e mangiare diversi menù da tutto il mondo e dormire in una stanza... tutto questo "gratiiiiiis!!"
Ciao a tutti, vedrò di metter giu qualcosa di piu completo nei prossimi giorni

mercoledì 30 settembre 2009

L ultima volta che ho scritto su questo blog ero ancora in indonesia. Da li ne ho fatta di strada. Dopo l ultimo tramonto goduto in compagnia dei milioni di ozzy ubriachi nella spiaggia di Kuta



Buttando via il biglietto aereo (cosa non nuova negli ultimi anni) prenotato mesi prima da Jakarta a Kuala lumpur, abbiamo preso il volo da Bali a Kuala lumpur, giusto per evitare quell inferno di città indonesiana e poterci godere tutti e due i mesi di visto come volevamo. Una volta a Kuala lumpur, visto che il biglietto economico per Melbourne, Australia, era 10 giorni dopo, decidiamo di spostarci con un altro volo economicicssimo per phuket, in Thailandia. Visto che era la mattina dopo, tanto per cambiare dormiamo in aeroporto. Si, lo so,Phuket doveva essere un altro inferno turistico, ma sapevo che era bassa stagione per via dei monsoni e comunque niente è peggio dell indonesia, perciò partiamo, alla peggio saremmo andati in quel paradiso di ko phangan. Invece, a mia sorpresa, ma non troppo, troviamo subito gente amabilissima, addirittura in un agenzia ci hanno consigliato dove andare a cercare gli hotel cheap dopo aver capito che non avrei prenotato da loro quelli per turisti. Girando neanche tanto ne troviamo uno fantastico, camera pulita, terrazzo, bagno con acqua calda (chicca che mancava da taantooooo) aria condizionata (altra superchicca, solo sognata in indonesia) frigo bar (incredibile) e perfino la piscina!!! Tutto questo per lo stesso prezzo che pagavamo dalla vecchia e il suo corridoio spalmato di ketchup e topi, in indonesia. 8 euro a notte.




Chiaramente a 200 m dal mare….Il tempo a phuket è trascorso veloce, stavamo bene, finalmente fissi in un posto a cazzeggiare, la gente in giro che vendeva dopo il primo “no thank you” ti lasciava stare, anzi ti salutava sorridendo… roba inedita in indonesia… insomma, tutto bello… pure la spiaggia, che in alta stagione dev essere pazzescamente affollata, era semivuota e ogni mattina andavo a farci la mia corsetta…




Insomma, gli unici turisti che c erano erano russi e cinesi, che vanno in quel periodo per risparmiare visto i prezzi bassi. E i soliti vecchietti italiani e tedeschi in pensione fissi li con le loro sedicenni…
Non ho comunque mai visto un posto piu pieno do puttane di li, davvero, una cosa gigantesca, e il fatto del turismo ridotto faceva si che ogni uomo libero che girava nella via dei club la sera ne avesse otto per se. Tomoko ogni tanto si fermava e mi lasciava camminare un dieci metri piu avanti per ridere poi alle palpate di pacco che mi prendevo. Niente male direte voi… anch io all inizio. Da lontano erano tutte figone della madonna, da lontano ste stangone magre da 1 metro e 80 facevano occhio.. da lontano me le sarei fatte tutte.. pensavo tra me e me.. se qualcuno viene qui e dice che non ha fatto niente è chiaro che mente!!! Poi scrutandole meglio mi accorgevo che almeno il 50% di loro.. erano uomini.. si si… tette rifatte e voce grossa!! Il tutto era comunque molto divertente, il loro comportamento, i loro balletti di fronte ai locali e il loro modo di provocare i passanti che li/le filmavano.



Abbiamo passato una settimana tra spiagggia e shopping al megacentro commerciale per turisti e mangiate da paura a prezi ridicoli



Insomma, dopo una settimana cosi prendiamo l aereo che ci riporta a Kuala Lumpur, la gigantesca capitale della Malaisya, quella delle petronas towers per capirsi. Centri commerciali a valanghe, da perdersi dentro, qualunque componente esista per computer, telefonia e tutto ciò che è elettronico, li lo si trova. Nei tre giorni in KL abbiamo camminato tantissimo, girato la città (già la terza volta che veniamo, niente di nuovo) con bus, treni, monorotaia etc ed ho avuto un inaspettato quanto sorprendente incontro casuale con tre ragazzi del forum di viaggiatori a cui sono iscritto da tre anni e che, coincidenza pazzesca, i tre con cui parlavamo dell indonesia qualche settimana prima. Per dire, due settimane prima eravamo tutti e quattro in differenti nazioni, ma quel giorno, camminando per strada ne ho riconosciuto uno etc… insomma, una di quelle casualità che ti fa capire come davvvero è piccolo il mondo, insomma Kl è enorme… ma va beh, avevo pure incontrato la velina a bangkok, ma quella è un'altra storia… Qualche giorno fa ho preso l aereo che mi avrebbe portato qui a Melbourne, e visto il suo arrivo notturno abbiamo per l ennesima volta dormito all aereoporto.. mai piu buttiamo via dei soldi per un taxi… no eh!!!



Peccato che il mio fratellino abbia lasciato per l italia qualche giorno fa per fare una sorpresa ed arivare prima del dovuto, comunque il suo compagno di avventure è ancora qui e ci ha offerto ospitalità.. ci serviva proprio, avere una casa dopo tutto sto viaggiare è una cosa fantastica. Melbourne è come l ho lasciata 4 mesi fa, fredda e piovosissima.. ma la compagnia in casa è ottima, Manuel (spagnolo), un ozzy e una vietnamita con cui abbiamo già fatto amicizia. Intanto me la faccio passare fin che sono qui e metto giu qualche progetto, è ora che cerco lavoro e che mi dia da fare, le finanze non sono infinite, anzi…
E poi, che ci crediate o no, dopo un po la mente piu che il corpo, sente il bisogno diessere occupata in qualcosa, non fare un cazzo per tanto può diventare noioso, fin che viaggi è ok, ma se ti fermi in un postodove piove sempre e c è freddo ma non c è la neve che cazzo fai??? Vi tengo comunque aggiornati… intanto mi godo la grandine di Melbourne… byeeeeeeeee

martedì 8 settembre 2009

Che disastro… ora ci tolgono anche il cibo!

Labuanbajo è la prima città che si incontra sbarcando sull isola di flores, l ultima isola visitata nel mio viaggio. All andata l avevo saltata visto il pienone di tutte le accomodation (quando avevo deciso di guidare di notte) sapendo che avrei potuto rivederla al ritorno con magari meno pienone. Certo, a fine agosto i turisti erano meno ma comunque sempre superaffollato. Il paese è sporco e puzza come tutti i porti indonesiani ma vanta molte attrattive per i turisti. Un arcipelago di minuscole isolette attorno che danno quasi la sensazione di essere in spiaggia su un lago sulle quali per ognuna di esse c è un piccolo gruppo di bungalow dove stare, una specie di maldive per i poveri.



Chiaramente erano tutte piene e siamo stati in paese. Le altre attrattive erano il tramonto pazzesco già raccontato, le possibili escursioni subacque nel bellissimo parco marino dell arcipelago e, la piu importante, la base di partenza per un escursione su una delle isole dove poter avvistare il famoso “Drago di Komodo” la lucertola piu grande del mondo. Ne ho sentito parlare parecchio e dalle foto è veramente un animale mostruoso. Una lucertola che arriva fino a 3 metri di lunghezza e 100 kg di peso che con un morso della sua saliva piena di svariati tipi di batteri riesce a uccidere anche i bufali (o qualche turista avventuroso) per poi mangiarseli dopo qualche ora dal morso morti stecchiti. Tutto questo alone di terrore e celebrità dell animale faceva si che ci fosse un businnes pazzesco per andare sull isola e tutti volevano andarci. I pressi erano orridamente altissimi, un giro sullo yacht di Briatore forse costava uguale e una volta la c era l entrata al parco (22 € piu dell entrata del Kremlino!!)) il pranzo (i guess super expensive) la guida etc… Per stare alla fine 3 ore sull isola!!! Mi ha seccato molto non andarci, davvero, ma il pensiero di dare tutti quei soldi a sti stronzi opportunisti per un servizio da 10 € in qualunque altro posto dell indonesia mi schifava. Il diving era la stessa cosa, prezzi da sardegna, e chiaramente da un paio d anni le navi pubbliche non fermavano piu sulle isole, e anche se lo avessero fatto fidatevi che nessuno l avrebbe mai detto ad un turista.
Poi ho provato a prendere una barchetta per turisti (su consiglio di amico) e caricarci il motorino per poter visitare una delle isole e poter cosi saltare la lunghissima e impegnativa (visto lo stato delle strade) isola di sumbawa nel viaggio di ritorno, ma tassativamente il motorino era proibito visto il pienone della nave, e anche li il prezzo era proibitivo. Insomma, dopo le avventure già raccontate della vecchia e il suo maledetto corridoio, ci godiamo l ultimo tramonto da un terrazzo sull arcipelago



E con l ennesimo nodo al fazzoletto, prendiamo la nave che ci porta in sumbawa. La nave ho scoperto essere il mio mezzo preferito in un viaggio, il fatto di dover stare li senza poter far niente mi rilassa e farmi 7 ore a leggere, giocare a carte o semplicemente ascoltare musica guardando il mare lasciandosi cullare dal leggero dondolamento mi rilassa davvero come in pochi posti.
Il lato positivo è che essendo già stati in tutti i posti sapevamo esattamente dove andare a cercare gli hotel e dove mangiare bene, le strade senza sbagliare e i pezzi distrutti e la tempistica che ci permetteva di fare il maggior numero di km senza sprecare fermate in posti pessimi. Il lato negativo?? Parecchi km al giorno, pasti sregolati e in motorino in 2 piu il bagaglio la schiena e il culo hanno affrotntato una dura prova. Abbiamo saltato anche Bima, dove il nostro amico Yudi si sarebbe aspettato di incontrarci ancora, ci è dispiaciuto, lui era una persona amabilissima, ma la città era uno schifo e il fatto della gomma tagliata del primo stop li era un altro buon motivo per saltarla. E poi il lato negativo piu di rilievo… era appena cominciato il ramadan!! Arrivati a sumbawa besar la città era in festa. Io ho rispetto per le altre religioni ma festegiare un mese dove si morirà di fame… Nessun problema mi sono detto… lo fanno dappertutto… ma qui sono tutti musulmani, almeno in quest isola… nessuno mangia dopo l alba fino al tramonto… Gli hotel che normalmente includono la colazione ora danno solo il caffè perché non si mangia dopo l alba… Ok nessun problema, lasciamo i bagagli all hotel e, affamati, andiamo a cercare il vecchio ristorante che ci aveva reso felici qualche settimana prima. Chiuso. Azz!! Girando tutti i ristoranti erano chiusi!!! Troviamo un bambino, visibilmente non indonesiano, che guarda curioso questi due pallidi marziani con la bava alla bocca e la faccia preoccupata e un po inkazzata. Dopo un po ci provo… gli parlo in inglese e resto sorpreso dalle sue risposte grammaticamente perfette. OOOhh, bel bambino, parli bene l inglese!! Dove troviamo un ristorante??? Noo, non potete mangiare, siamo in ramadan!! Da dove vieni bel bambino?? Sono dell afghanistan, mi risponde lui… Aaaah, ma lo sai (gli rispondo in italiano perché non capisca) che Allah comincia a starmi sui coglioni??? Ho fame cazzo, è da ieri che non mangio… nella mia mente vedevo arrivare il suo babbo minaccioso con una strana cintura a candelotti rossi e un medaglione con un grosso fermaglio con pulsante rosso con la scritta “press here for christhian” e lo saluto, lui poteva anche purificarsi ma io avevo fame. Insomma, in tre giorni e due notti (una in Sape e una in Sumbawa Besar) di guida motocross , circolazione bloccata e cene abbondantissime vista l impossibilità di mangiare ad altre ore (pensate come mi godevo la cena però!!) abbiamo preso il secondo traghetto per l isola di Lombok
Anche qui siamo stati un po incivili, ma, pensandola durante il viaggio ce la ridevamo già!! Prima della nave, in un negozio in paese avevamo comprato un sacco di patatine e ciambelle e appena saliti sulla nave ci siamo seduti in prima fila, schiena appoggiata al muro in modo da guardare in faccia tutti quelli seduti sulle seggioline. Questa volta sapevamo che il fatto di essere fissati costantemente da tutti non sarebbe stato un fastiudio, ma giocava a nostro favore. La nave viaggiava a ora di pranzo e, verso mezzogiorno, quando tutti erano superaffamati visto che era solo il secondo terzo giorno di ramadan e i loro stomaci erano ancora abituati a ricevere viveri di vario tipo, noi, come su un palcoscenico apriamo lo zaino e cominciamo a divorare pringles, arachidi (il loro snack preferito) e ciambelle come degli animali, pieni di briciole intorno e sui nostri vestiti, con la cioccolata delle ciambelle intorno alle labbra come i bambini e mezza roba avanzata e buttata li in parte ci massaggiavamo la pancia piena e esternavamo una certa soddisfazione e benestare del nostro corpo. La gente ci guardava come sempre ma stavolta con la bava piu lunga di un cane con la rabbia… durante la sigaretta di rito dopo mangiato,un sorrisino mi spunta al pensiero di essere al loro posto, in effetti capisco come mai uccidano i cristiani… non è terrorismo, forse ci sono troppi coglioni come me in giro, e in effetti, in quel momento penso che avrebbero voluto farlo.
Insomma arriviamo a lombok dopo un paio d ore di traghetto.



Che anche questa, avevamo saltato all andata a causa del pienone. Era ormai fine agosto. Abbiamo attraversato l isola in un apio d ore siamo arrivati a Sengiggi che, a detta della nostra guida, era una tappa obbligata. Il primo bungalow trovato (circa 5 km dal paese vero e proprio) ci fermiamo, chiediamo e troviamo la stanza. La piu cara di tutto il viaggio ma sapevamo che in paese era tutto pieno senza neanche andare a controllare perciò, visto la bellezza del posto solitario e fuori dalla folla accettiamo. Avendo il motorino la location fuori dal mondo non era un problema, ci permetteva sempre di risparmiare tempo e fatica sulla ricerca e di fregarcene sulla distanza dei ristoranti, di decidere quando partire, dove fermarci senza dover continuamente sbatterci a trattare i prezzi dei bus, taxi etc. Eh si, scelta azzaccata quella del motorino, indipendenti da tutti i truffatori che non aspettano altro di vedere un turista in difficoltà per incularlo.
La fortuna ha voluto che il padrone dei bungalow fosse della nuova zelanda… super gentile e di ottimo aiuto su tutte le info di cui avevamo bisogno. Cavolo, quando uno non è affamato di soldi e ti aiuta veramente (praticamente un NON indonesiano) la vacanza diventa veramente piacevole e economica qui. Ci ha suggerito le spiaggie piu belle e deserte dove potersi rilassare senza venditori ambulanti nascosti che appena ti sdraiavi saltavano fuori dalla sabbia alla aldo giovanni e giacomo, e ti assilavano per venderti qualcosa, o si inventavano che c era un “biglietto d ingresso”…



ci spiegava dove prendere le barchette a prezzi locali o il diving “onesto” etc… Insomma, abbiamo passato 5 notti in quel bungalow che dopo il lungo viaggio di continui movimenti giornalieri in cui quasi mai avevamo aperto lo zaino o preso un attimo di pausa, ci servivano proprio, relax, pasti abbondanti nei ristoranti locali ( con prezzi circa 5 volte inferiori a quelli per turisti qualche km piu avanti, ma come già detto, lo stesso cibo e a volte maggiore quantità) spiaggie deserte e una notte in una specie di mini bungalow sulla spiaggia per lasciarsi addirmentare dal rumore delle onde..



Insomma, il classico posto dove dedicarsi a leggere un libro in silenzio e tranquillità e schiarirsi le idee sul da farsi visto l assenza totale di qualunque progetto per il futuro… fantastico!
Il vecchietto kiwi l ultima sera ci ha perfino invitato a cena per una lunga e piacevole conversazione sul nostro viaggio, sulla nuova zelanda, sull australia e i suoi strani abitanti, sulla sua vita, molto vagabonda e interessante e del piu e del meno in generale. Un'altra cosa simpatica del posto è che uno dei suoi schiavi indonesiani, era un artista, l arredamento “ecologico” dei bungalow era tutto fatto da lui. Sedie ricavate da pneumatici di camion e motociclette reciclati (morbide e comodissime tra l'altro), sedie e sdraie, perfino armadi di bamboo. Tutto questo a 10 metri dalla spiaggia in un giardino fantastico che copriva dal sole e tratteneva il fresco.





Avendo trovato la pace in questo posto decidiamo di saltare anche le famose “Gili islands”, un'altra sorta di maldive per i poveri, ma abbastanza care e pieni di turisti per essere sconsigliate almeno in quel periodo vista la somiglianza a un rave party di masse di turisti che ballano musica techno sotto l effetto di droghe chimiche vista l assenza della polizia sulle tre isolette.
Insomma, il viaggio finiva qui, partiti la mattina presto, in un paio d ore siamo al porto di Lembar per le 6 ore di traghetto che ci avrebbero portato all isola di Bali, la piu conosciuta, quella dove si arriva e si riparte con l aereo. Due notti a Candidasa (miglior posto trovato sull isola nel mese precedente) che era vicino al porto, una notte a Ubud per riconsegnare il motorino dopo 32 giorni di fedele servizio, poi la maledetta e odiata Kuta, la mecca dei giovani australiani finti surfisti (le onde peggiori che ho visto per il surf, manco buone per i principianti) ubriaconi. La prima notte (ieri notte) avendo trovato posto solo al 3zo piano, ci siamo sorbiti la musica techno di una discoteca poco distante anch essa al terzo piano…il volume era pazzesco, entrambi fortunatamente avevamo i tappi per le orecchie, ma non bastavano per i 22milioni di watt del subwoofer… Ma va beh… ci siamo venuti noi, vita facile, internet dappertutto per prenotare voli e fare ricerche, e vita abbastanza facile ed economica per il turista vista la concorrenza spietata tra ristoranti, guest house ecc. Insomma, aspettiamo il volo per andarcene e poi.. boh.. davvero, mai stato cosi senza idee per il futuro, so che devo andare a Melbourne a prendere il resto dei bagagli ai quali mio fratellino gentilmente ha dato alloggio permettendoci di viaggiare leggerissimi. Poi vedremo… Devo darmi da fare in questi giorni. Informarmi su tante cose.
La mia conclusione è che il viaggio mi ha divertito molto e nonostante la maggior parte dei posti non fossero il massimo e la gente fosse maledettamente venale, sempre tutto comparato al resto dell asia che ho visto, il fatto di aver incontrato cosi tante difficoltà e di tirarmene fuori, il fatto di essere stato il mio primo viaggio in moto di migliaia di km e di aver fatto tutto alla cazzari senza un minimo di programma (quest ultima non proprio una novità) l ha reso imprevedibile e abbastanza avventuroso, ci siamo adattati molto in certe condizioni, insomma, non è stata proprio una vacanza in resort a Sharn el sheik.
Ultima cosa, se avete in mente di fare le ferie in asia, evitate l indonesia, e se proprio le avete solo in agosto che in thailandia, malaisya etc piove a piu non posso ok, andate in indonesia con un bel po di soldi, tanta voglia di ubriacarvi e andare in discoteca e restate a kuta, praticamente è come andare in un australia ma costa qualcosa di meno e si può bere la birra in spiaggia

Qui sotto metto la mappa finale del mio viaggio, se vi interessa clikkateci sopra per vederla piu grande. Penso, non c è modo di calcolarli visto che ho staccato il contachilometri del motorino per non farmi cagnare, non è permesso andare da un isola all altra con motorino noleggiato, di aver fatto tra i 2000 e i 2500 km (solo attraversare sumbawa sono 450.. one way…) tenendo una media tra i 30 e i 50 (quando andava bene) km/h. Il motorino faceva stupefacentemente piu di 30km con un litro e la benzina costava 31 €cent al litro e il motorino l abbiamo pagato 41,4 € per 32 giorni, almeno… sicuramente anche se non la piu comoda è la piu economica via di viaggiare in indonesia
Dove sarò la prossima volta??? Lo sapremo (io compreso) nella prossima puntata di quirk, quork quark (un premio a chi si ricorda questa frase di…)

lunedì 31 agosto 2009

Le malefatte del giredue

Ok, ok… Ho trovato qualcosa di bello…. Solita avventura. Eravamo ad Ende che dista circa 60 km (2 ore di montagna in moto) da moni, un villaggio ai piedi dei famosi 3 laghi vulcanici. La stanza era bella (quella della moschea e aereoporto), c era la doccia ed era pulita, costava poco e c era il ristorante. Insomma, il meglio che ci fosse capitato negli ultimi 40 giorni. Abbiamo deciso che non l avremmo lasciata per andare in un altro tugurio e per visitare i tre crateri saremmo partiti da li. Il problema è che per gustarseli al meglio bisogna essere in vetta all alba. Questo significava circa 2 ore a moni piu un altri 40 minuti fino al parcheggio di guida, poi 30 minuti a piedi di trekking. Facile se non fosse stato per il fatto che prima dell alba significava partire alle 2.30 del mattino. Ma stavolta non ci facciamo inculare. Alle due la sveglia, 2 paia di pantaloni, 4 t-shirt, felpa, guanti cappuccio, calzini lunghi.. praticamente tutto quello che c era nello zaino cel avevamo addosso. Pure il “pareo” intorno al collo visto che eravamo ancora i postumi del raffreddore e mal di gola. Si parte da zero metri (Ende è sul mare) per arrivare a 1680 m s.l.m. dove si trova il “lookout”. Pensavamo di essere furbi ma il freddo era piu pungente di quello sofferto i giorni precedenti, forse piu umido ma stavolta, soprattutto le mani, nonostante i guanti, erano congelate, ogni tanti ci fermavamo e facevamo “gli scatti” per scaldarci (come i calciatori in allenamento per capirci) fin che i guanti si scaldavano stesi sulla marmitta della moto. Buio pesto… il lato positivo (patetico ce ne sia uno) un cielo stellatissimo… va beh… di poca consolazione!! Arriviamo giusti come un orologio… appena il sole presenta il suo primo spicchio arriviamo in vetta del Kelimutu e ci si presenta una vista PAZZESCA!!!!




Senza parole guardiamo il sole sorgere e cominciare a fare luce sui tre laghi che altro non sono tre crateri vulcanici inattivi, pieni d acqua e sostanze minerali che … cambiano colore!!! Una premessa da fare è che questi laghi sono un posto sacro per la gente del posto e che le anime dei mortacci loro dopo la morte vengono a riposare qui per l eternità lasciando cosi in pace i turisti per sempre. Dipendentemente da quello che hanno fatto e dal loro carattere in vita lo spirito maestro sceglie un lago diverso per ognuno di loro, questo mi fa supporre che il lago verde, quello piu grande e profondo fosse quello dei ladri e dei truffatori. I tre laghi erano di tre colori diversi e nel tempo cambiavano il loro colore dipendentemente dai minerali disciolti in essi, ma nessuno può dare una spiegazione scientifica ancora di questo fenomeno, o perlomeno non ancora, cosi, già da molto tempo questi laghi sono un mito. Il lago medio e il grande erano azzurro uno e verde il secondo, il terso, all alba era coperto da una nuvola di nebbia.. strana e bella da vedere che lasciava intravedere il suo colore nero petrolio.





Dopo un oretta e mezza di osservazione e stupore la sonno si fa sentire e cerchiamo un posto solitario e nascosto, via dalla folla di turisti per fare una penichella. Una specie di “”via” conduceva al cratere del lago nero, era pericolosa e un po sdrucciolevole ma con un po di attenzione saremmo arrivati al posto perfetto



Insomma, anche qui, il silenzio e la stanchezza in 30 secondi mi fanno prendere sonno… verso le 10, un paio d ore dopo, mi sveglio e la nuvola se ne è andata. Il lago nero ora è visibile e mostra il suo spettacolo ai nostri occhi. Aveva cambiato la tonalità ed era un verde oliva scuro. Ripercorro la “via” per scattare una foto da distante al nostro “accampamento da vertigini” e mi si presenta una vista spettacolare… rimango di stucco.. i due laghi (che da dove dormivamo non erano visibili) avevano cambiato colore per via del sole che batteva sulla loro superficie… che spettacolo… l acqua non rifletteva piu ed era diventato un verde acqua opaco.. pastello… Torno di corsa (o quasi) a prendere Tomoko per accompagnarla e portare le nostre cose e al ritorno anche lei resta di stucco….




Insomma, è proprio vero, questa è una delle viste piu belle che si presenta in Indonesia.. forse in tutta l asia… le foto purtroppo non riescono a rendere l idea dei laghi e l immensità dello spazio intorno per dare l idea della vista e della sensazione che essa dà nel suo insieme.
Insomma… erano passate meno di 4 ore dall alba e tutti i turisti pecoroni se ne erano già andati da un pezzo, eravamo soli e potevamo sbizzarrirci in foto e filmati e gustraci tutto questo nel silenzio. Bello, proprio bello, e il fatto di essere in montagna, niente traffico, niente casino e finalmente aria pulita lo rendeva magico.. finalmente.. in un mese e mezzo di viaggio posso dire che queste 4 ore sono state le migliori. Poi siamo tornati a livello mare e tutto è tornato come prima. Direi che questi laghi sono una cosa assolutamente da vedere ma che allo stesso tempo non valgono la pena da soli di tutto il viaggio che ho fatto per vederli. Se vi interessa prendete un aereo fino a Ende e fatevi portare da un taxi ciome fanno tutti.
Infatti il mio primo pensiero, appena tornati in stanza è stato.. “ok, adesso il noioso viaggio di ritorno”, come quando si torna dalle vacanze estive… Tanta strada in motorino, posti di merda, prezzi pazzeschi per stanze “tugurio” quando trovi qualcosa di libero. e ristoranti che hanno il 20% di quello scritto sul menu. E quando arriva il conto ti caricano il 10% di tasse del governo dicono… mah…. Per non parlare dei traghetti.. ci saranno?? In che giorno e a che ora???

E qui dovrebbe cominciare questo post visto il titolo. Le malefatte del gire. Questo titolo ha un senso credetemi. Piu di due settimane fa eravamo un po giu di morale e le cose diventavano difficili. Siamo venuti qui per rilassarci dopo il bellissimo ma duro viaggio in australia. Rilassarci, prenderci i nostri spazi di solitudine e spendere un cazzo. Queste sono proprio le tre cose che in Indonesia è impossibile fare. Rilassarsi è impossibile data la sovrapopolazione di questo stato e avere un po di solitudine men che meno… ovunque tu vada c è traffico e persone che ti annoiano cercando di venderti qualcosa… se ti fermi per strada per pisciare (ci abbiamo provato molte volte)in un posto lontano da tutto e da tutti, nella jungla… spegni il motorino, entri per 2 metri nella boscaglia in mezzo alle palme, stai per abbassare i pantaloni e da sotto terra, da sopra gli alberi o non so da dove, come nei film americani sulla guerra del vietnam escono contadini dappertutto col macete in mano e in men che non si dica ti trovi 10 persone armate intorno che ti guardano stupite e aspettano che allunghi il dito luminoso e gli dici “telefono casa”…. Certo, di solito sorridono, ma sono tanti, usciti dal nulla e col macete in mano… Guidi per 10 km per andare in un angolo di spiaggia fuori dal chaos e trovi gente e casette dappertutto… e quando non c è nessuno trovi spazzatura, bottiglie rotte, lampade al neon e sacchetti di plastica tutto questo sopra e sotto la sabbia… almeno nelle 4 isole che ho viaggiato… Qualunque persona che parla inglese al 99,9% tra i 2 e i 15 minuti di conversazione ti chiede soldi o ti asfissia con qualche trip che fa “un suo amico”… chiaramente a prezzi superscontati per te perché sei suo amico ora… I ristoranti, dopo averti fatto sedere e ordinare, tornano indietro e si scusano per non avere quello che hai ordinato e ti consigliano “lo speciale”” di quella sera… gli hotel, piu che altro luridi bunker. E poi i peggiori, gli albergatori, i piu opportunisti di tutti. Ok hanno il coltello dalla parte del manico visto che trovare un letto è quasi un utopia, figuriamoci bello. Negli ultimi 20 giorni non ho MAI avuto un lavandino sul quale lavarmi i denti o farmi la barba e forse 2 volte la doccia. Il resto dovevo lavarmi con la solita “scodella”, che ok, ci sta, ma non ha senso farmi pagare un prezzo che è 4 volte quello che facevi pagare 3 mesi fa o 8 volte quello che pagano i local.. e rispondermi male se chiedo lo sconto o mandarmi a cagare se dico che è troppo… Va beh… Posti brutti e sporchi, gente maleducata e opportunista e prezzi che in thailandia con quei soldi stai a 5 stelle, anche in alta stagione… è quello che mi da fastidio. Dovevamo trovare un modo per tirarci su il morale e divertirci. Lo so che certe cose dovrei tenerle per me ma visto che penso siano giuste le rendo pubbliche, e certe sono troppo divertenti. Insomma, Gesù diceva di porgere l altra guancia, Ghandi e il Dalai lama pensano di poter risolvere le ingiustizie con il dialogo.. bravi, ma se conoscessero gli scherzoni del Gire penso che cambierebbero idea. Se qui ti chiedono 20 euro per una stanza di merda e tu glie li dai e ringrazi la prossima volta ne chiederanno 25. La teoria di tutte le persone che ho trovato qui in giro inkazzate come me è questa.. è colpa del turista che li riempie di soldi.. 5 anni fa l indonesia era il posto piu econimico del asia, ora, almeno in questi due mesi è carissimo e il servizio dato è meno che pessimo. Chi ruba va punito, lo dice la legge. E qui sono stato derubato e truffato molte volte e la cosa non mi è piaciuta. Che schifo, c è un topo a 2 metri da me che peserà 10 kg… va beh… Divertiamoci un po. Ne ho fatte tante, certe non posso davvero scriverle ma un paio di storie le devo raccontare (che premessa lunga e noiosa che ho fatto!!!)
In un paesino sulla spiaggia, posto sporco, caotico e pieno di turisti che aspettano che si liberino dei bungalow sull isola solitaria di fronte, tutto pieno… troviamo dopo ricerca disperata una stanza schifosa, sporca, topi, niente acqua corrente, fili elettric scoperti dappertutto e prese che quando infilavi il carica cellulare c erano i fuochi d artificio…


Il cesso di Trainspotting... Sono immagini crude lo so... la realtà in Indonesia...



Il materasso è troppo corto?? no problem!!!


626 beghelli, la sicurezza prima di tutto, ottime per capodanno...


100.000 rp… un furto… di piu.. la vecchia puttana che le possiede super antipatica che mi manda a cagare a gesti quando chiedo lo sconto… la prendo (non ho scelta) la mattina dopo sarei comunque scappato alle 6… l acqua la danno tipo due ore al giorno… svito i tubi e li lascio a penzoloni cosi appena l acqua fosse arrivata il bagno si sarebbe allagato… sentendo il rumore dell acqua aperta si sarebbe precipitata a chiuderla ma aprendo la porta, alla quale avevo sfilato i perni alle cerniere (sarebbe caduta all interno, non voglio far del male a nessuno) ci sarebbe rimasta di merda.. ah ah ah, avrei dovuto mettere una camera nascosta…



Al ristorante 3 volte su 5 la gente portandoci il conto avrebbe imbrogliato, spesso ci provavano, aggiungevano a volte 1000, a volte 2000 rupie su ogni piatto preso, a volte fingevano di sbagliare il conto… Ok, spesso, ci lamentavamo o mostravamo il prezzo sul listino diverso da quello scritto ma tutte le volte!! Era palloso… a volte pagavamo e stavamo zitti, 2 euro in piu non sono niente si dice.. ma due euro su 5 di spesa totale, e due volte al giorno, e soprattutto essere presi per i coglioni… a volte il caffè si rovesciava sulla tovaglia (se ce n era una) o a volte il tovagliolo era accidentalmente attaccato con una cewingum tra il portacenere e olio/aceto aperti, e il cameriere, prendendo il portacenere per svuotarlo, rovesciava entrambi sul tavolo… i commentini che lasciavamo sul conto, tipo il prezzo da loro scritto sbarrato con il prezzo giusto scritto da noi e una mano che mostra il dito medio disegnata, o la scritta “questo ristorante fa schifo, andate via”” in prima pagina del menu in italiano e japponese… E poi la migliore, la piu divertente. Nessuno, mai, nel chek in degli hotel o noleggio motorini mi ha mai chiesto un documento. E non perché si fidino, ma perché ci pensano troppo coglioni. Purtroppo questa idea mi è venuta tardi, ma davo ogni volta generalità diverse. All inizio mi limitavo a Girolli Manolo, netturbino residente in via dei quartieri in Thiene, vicenza, trasformato poi in Giraudo Girolamo, pescatore di merluzzi di Vaduz, in Burkina Faso.. Il mio migliore esploit, non so come mi sia venuto in mente è stato “”Carcarlo Pravettoni, industriale di Milano”” ah ah ah… vederlo scritto sulla lavagna delle stanze prenotate in reception.. quanto ridere ogni volta che passavo davanti… peccato che non mi sia venuto in mente quando ho noleggiato il motorino, vi giuro che ora l avrei lasciato qui, a 1500 km da dove l ho noleggiato, e avrei preso un aereo per la thailandia, vi immaginate quando al ministero degli affari esteri arrivava una denuncia da un noleggiatore balinese di un furto di motorino da parte di carcarlo pravettoni, industriale di milano!!! Ah ah ah…

AGGIORNAMENTO

Il post appena sopra lo finii di scrivere giusto 2 giorni fa… e le cose non sono migliorate… In una guest house dove ero ieri mi sono trovato di merda come al solito. E oltre alla maleducazione della solita vecchia babbiona, padrona del losman (specie di hotel per poveracci) dove stavo ha superato tutti. Oltre ad affittarci una stanza sporca … va beh… con tutti i difetti del mondo a un prezzo stratosferico per il solito motivo che era il 5 posto che cercavamo e gli altri erano pieni ogni cosa che le chiedavamo ci rispondeva senza neanche guardarci in faccia con qualche parolaccia in indonesiano.. calma perfavore, ti ho chiesto se c è la colazione compresa… pankake di merda di topo va bene!!! La sera fin che io e Tomoko giocavamo a carte i topi (come già accennato sui 10 kg cadauno, servivano trappole con molle tolte dagli ammortizzatori delle macchine) si rincorrevano tra le piantine ammuffite del “giardino stile balinese” (ora sapete cosa significa “”balinese style” ) con uno squittio di felicità, spensieratezza. Oramai era routine. La cosa non mi tocca e tomoko fa per entrare in stanza a prendere una sigaretta.. la vecchia la vede e comincia ad urlare nella sua lingua rendendo le sue rughe ancora piu profonde e subito non capiamo cosa cazzo volesse… forse urlava per i giochi olimpici dei topi in corso… dopo un po, visti i suoi gesti capiamo che, come si usa qui in indonesia, era inkazzata perché tomoko camminava nel suo corridoio e in stanza con le crocs!!! Io la guardo… sorrido e le chiedo “mi scusi, ma ci sono i topi che giocano a nascondino nel tuo corridoio, io scalzo non ci cammino”… se ne va.. forse ci ha capito pensiamo noi… no no… torna in 2 minuti con una scopetta del cazzo di paglia e con le rughe del broncio che oramai erano crepacci si mette a spazzare dove Tomoko aveva camminato… ma si può???
Anche questa aveva superato il livello di tolleranza al quale ci si merita uno dei miei scherzoni. Andiamo al porto per assicurarci che il giorno dopo ci fosse il traghetto, le tabelle chiaramente erano di luglio e chiedendo in giro ci assicurano che ci sarebbe stata alle 8 puntuale (puntuale, ah ah ah) La sera andiamo a cena e rubiamo una bottiglietta di ketchup, tanto sapevamo che avrebbero pompato il conto perciò era come averla comprata.. (stranamente solo 2000 rp in piu) La notte lo spargiamo per terra e con le nostre crocs lasciamo delle belle tomato-orme per il suo amato corridoio e alle 6 la mattina scappiamo verso il porto per prendere il traghetto che ci avrebbe portato via da quest isola… L unica cosa che mi dispiaceva era di non poter vedere le sue rughe che per una cosa del genere sarebbero arrivate al cervello! Eh si.. un'altra cazzata. Arriviamo al porto e al chek in della polizia ci fanno “”no no ferry today!!” Nooooo, ma mi prendete per il culo spero… “”no ferry today… ferry tomorrow!!” Non ci credo. Vedo da un pulmino scendere 7-8 turisti con bagaglio a seguito entrare in ufficio e li seguo. Aspetto in silenzio e in 2 minuti succede quello che avevo previsto. Inkazzati come le iene!! 4 ragazze irlandesi dovevano assolutamente prenderla a avevano cominciato ad alzare il tono di voce e offendere i locali imbroglioni contaballe. Mi avvicino e parlo con quelli piu calmi, ognuno aveva avuto info diverse da persone diverse ma tutti erano inkazzati. Insomma, ero un po felice, non ero l unico che non ce la faceva piu di questa gente. Si avvicinano i soliti truffatori a offrire barchette di legno che per soli 70 $ a testa le avrebbero portate sullaltra isola!!! Ah ah ah, con 70$ in traghetto saremmo andati tutti quanti!! E in piu voglio vedere 6 ore in balia dell oceano su una barchetta di legno che a malapena galleggia… ne approfitto e vado a cercare i letti che hanno lasciato liberi… Mio Dio, dovevo stare all occhio, il primo pensiero tornando in paese era che se solo la vecchia babbiona mi avesse visto ancora in giro mi avrebbe sicuramente ucciso con mosse di kung-fu o semplicemente con uno dei tanti maceti che usa per ammazare i suoi polli.. Si si, sicuro, amava quel corridoio piu di un figlio. Come previsto i poveri europei ancora al porto in cerca di un trasporto marittimo stavano in un posto sulla strada che va al porto, c erano fatalità due stanze libere. Un po caro, piu caro della vecchia ma c era la doccia, il cimelio che tanto sognavamo. E una cosa bellissima, un terrazzo che dava sul mare, sotto il quale i pescatori avevano lasciato tutto il pesce pescato la notte al sole ad essiccare, molto molto carino…


Pesce ad essicare al solo

Visto il tempo libero imprevisto, prima di cena siamo andati a cercare una spiaggia deserta dove goderci il tramonto e, uscendo parecchio dal paese, dopo un po di strada sterrata ne troviamo una, come al solito piena di spazzatura ma solitaria e fuori dal chaos. Come anticipato da un amico riguardo il tramonto di Labuanbajo, restiamo ed aspettiamo e la visione del sole che cala dietro all orizzonte dell acqua in mezzo a due isolette è proprio stupefacente



Evitando di passare davanti a “casa vecchia babbiona” cerchiamo un ristorante ma alla fine optiamo per il risto dell hotel dove stavamo vista la paura pazzesca di incontrarla. Siamo i primi clienti visto che sono le 18.30, ci sediamo e ordiniamo. Stranamente è stata una bella giornata e l imprevisto della nave ci ha fatto vedere delle cose che non avremmo visto e gustato (oppure ci siamo abituati a prenderla con filosofia) ed eravamo finalmente felici e rilassati. Dopo una mezz ora il ristorante era pieno, pure una festa di compleanno, in tutto saremmo stati una 40ina di persone e i camerieri cominciano visibilmente ad andare in panico. Ok, passa un ora e il nostro cibo ancora non c è traccia. Dopo un ora e mezza chiedo.. ok, si erano dimenticati dell ordine.. capita.. ho lavorato anch io in ristoranti busy…Dopo due ore le persone arrivate una mezz ora dopo di noi avevano finito e stavano pagando il conto… Tomoko comincia ad irritarsi parecchio.. in giappone ordinano prima di sedersi, mangiano in 90 secondi e pagano il conto fin che mandano giu l ultimo boccone… insomma, quando il ristorante è mezzo vuoto e dopo molte richieste arriva dopo 2 ore e mezza il nostro ordine.. dobbiamo ordinare il terzo drink visto il caldo li avevamo finiti entrambi… Per farla corta a fine cena ci avviciniamo al banco per pagare. Non mi aspettavo certo si inginocchiassero a leccarmi i piedi ma almeno delle scuse. Niente, tiro fuori il portafoglio e sia il boss che il cameriere non gli tolgono gli occhi di dosso, gli brillano gli occhi alla vista del centone che tiro fuori, come un bambino a s. lucia, e senza uno “scusa” o un “possiamo offrirvi i drink bevuti nell attesa” mi chiede se ho i 2000 mila perche non hanno il resto!! Ma scherziamo… Il conto era 82000 e gli ho dato 100.000.. volevano darmi i 20.000 di resto se gli davo i 2000.. ma almeno 2000 di sconto (14 centesimi di euro). Non dico niente e me ne vado… rovinata anche questa giornata. Puoi dargli sempre un'altra occasione ma qui la gente fa proprio schifo.
Questo post è un po noioso e piagnucolone lo so, ma visto che parlo male della gente locale almeno un po (ne mancano mooolti di episodi similari) di delusioni avute da loro le ho potute spiegare. Perfino Tomoko che fidatevi non si lamenta mai è impressionata dall avidità locale. La sera stessa mi avrebbe detto “maledette quelle volte che quando eri nervoso e volevi prendere un aereo per la thailandia io ti ho aiutato a fartela passare e convinto ad andare avanti nel viaggio!!”. Va beh, il modo per vendicarci e divertirci allo stesso tempo l abbiamo trovato!! Insomma, la morale è che se avete in mente un viaggio in Indonesia… beh, ci sono tanti posti meglio, ma se proprio dovete farlo sciegliete bene. Evitate assolutamente luglio e agosto visti gli eventi sopracitati. Evitate da ottobre a febbraio che piove praticamente sempre, soprattutto a Flores (dove sono ora) che detiene il record di precipitazioni del sud est asiatico. Un paio di carissimi amici miei, leggendo i loro blog, raccontano di persone molto migliori di quelle che ho trovato io… magari in bassa stagione (vi resta solo da marzo a maggio) senza lo stress della folla la gente è piu rilassata… mah… puo essere, ma il prete dice cenere sei e cenere ritornerai, e allo stadio piu saggiamente dicono “”merde siete e merde resterete”. Io, come il 98% dei giovani avventurieri che ho trovato in questi due mesi in giro inkazzati, in Indonesia penso proprio non ci tornerò piu. Il lato positivo, qui è stata proprio un avventura con la “a” maiuscola, quando niente va come dovrebbe andare, e pensare che in Cina ero convinto che fosse dura viaggiare… ci manca solo il negretto che mi chiede “tourist fai da te? no alpitour è!! Ahi ahi ahi”

p.s. quello spot pubblicitario dell alpitour era fantastico, seconda solo a “rocco e le patatine”

venerdì 21 agosto 2009

Indonesia, che disastro... ma alla fine è quasi divertente

Ero rimasto a Huu, bellissima spiaggia spazzata dalle onde e dalla marea di sumbawa south coast… Gli ultimi giorni che ero li mi sono accorto che tutti o quasi i miei coinquilini erano dei pro… stavano girando un DVD di quelli che poi si trovano in vendita.. tra di loro c erano kite-surf , wind surf e surf… tutti insieme appassionatamente che surfavano le onde erano uno spettacolo, facevano di quei numeri da paura, tra di loro anche una ragazza… paurosa…



all inizio volevo noleggiare una tavola e cazzeggiare per vedere se riuscivo ancora ad alzarmici in piedi sopra ma poi di fare il coglione in mezzo ai draghi mi è passata la voglia… Giocare a carte in spiaggia all ombra di quella specie di sottomarino abbandonato mi appagava abbastanza da tutte le ore di guida motocross dei giorni passati.



Insomma, una tappa un po troppo allungata, 4 giorni di stop non previsti e come al solito ricominciano i problemi.
Da Huu partiamop alla volta di Bima, la capitale dell isola di sumbawa, niente di interessante se non il fatto che l amico Yudi, incontrato sulla nave da bali a lombok, abitava qui e gli avevamo promesso che l avremmo chiamato e avremmo alla peggio passato almeno una serata insieme. Aappena arrivati troviamo quello che ci aspettavamo, una città sporca, caotica e dove senza bandana o mascherina in faccia ci saremmo presi un cancro in 20 minuti. Come al solito i primi 3 hotel erano pieni e cercando qua e la troviamo uno sporchissimo motel per indonesiani dove raggiungiamo le condizioni igieniche piu basse fin ora vissute da noi. La stanza era una “doppia” a 50.000 rupie (3,50 euro)… l abbiamo presa senza vederla, eravamo stanchi e stufi di girare in mezzo al traffico… era enorme, c erano 6 letti (non a castello, in lunchezza) scarafaggi, ragni e una serie di insetti volanti non identificabili tra cui almeno 3 differenti specie di zanzare, e il bagno.. ah ah ah… no, non ci riesco.. ah ah ah… quello di trainspotting… Le altre stanze erano piene di local (tutte a sei letti) che ci fissavano per tutto il tempo, e se eravamo in stanza continuavano a passare davanti alla porta per vedere cosa facevamo, porta inevitabilmente aperta nella speranza che un po di caldo e insetti uscissero.
La prendiamo con filosofia, chiamiamo l amico per fargli sapere dove alloggiavamo e andiamo a mangiare. Al ritorno decidiamo di andare a piedi in un negozio a comprare lo spray ammazzainsetti, e in 5 minuti torniamo e praticamente facciamo fuori mezza bomboletta



Tornando notiamo un gruppo di ragazzi che stava nella stanza vicino seduti a cazzeggiare intorno e sopra a 4 o 5 motorini tra cui il nostro.
Insomma, dopo la disinfestazione ci decidiamo a spostarci per organizzare l incontro con l amico visto che il cellulare li non prendeva, saliamo sul motorino, partiamo e subito mi accorgo che la moto sbanda. La gomma dietro è a terra. Subito mi girano le palle… l ho lasciata incustodita 5 minuti e sono bastati… neanche 20 minuti prima stavo guidando ed era perfetta. Volevo essere ottimista ma era ovvio. Fortunatamente era pieno di “”meccanici” o semplicemente garage sporchi e unti dove i ragazzi attaccani gli adesivi e tagliano le marmitte sugli scooter per renderli “racing” e con un linguaggio a gesti faccio capire cosa mi serve. In un paio d ore la moto è ancora in strada e per altre 50.000 rupie (3,50 euro) con una nuova camera d aria. È stato divertente, il tipo che ci ha portato il motorino dal meccanico, con dei rasta da metro, non parlava una parola di inglese, neanche il propietario del negozio, che parlava giapponese con tomoko per fortuna. Il fatto che due stranieri fossero seduti di fronte a questo garage ha attirato molti “tamarri”” del posto che a modo loro, giusto per fare i protagonisti davano una mano. Fatto sta che erano in sette per cambiare una camera d aria. Ho voluto fare una foto, e subito, gasati di questo, ho dovuto fargli un servizio fotografico.



Il chiodo era stato piantato a mano da qualcuno e dopo aver incontrato l amico, ci ha confermato che i ragazzi del posto per divertirsi lo fanno spesso. Ogni giorno che passa in questo paese mi fa detestare la sua gente sempre di piu. Per fortuna che ogni tanto incontri quello buono, Come Yudi, che dopo averci portato a mangiare al ristorante dei suoi genitori (ospiti) ci ha portato a casa sua e abbiamo sparato un sacco di stronzate oltre che avere un sacco di buone info sul costo reale della vita li per i local, le traduzioni dei vari cibi (per non trovarci davanti ai menu in indonesiano e non sapere mai cosa ordinare) e un sacco di cose del genere. Per concludere siamo andati ai baracchini in spiaggia a bere l ultimo caffè. Facevamo ordinare tutto a lui e per ricambiare la gentilezza pagavamo tutto noi… ma ogni volta che dovevo pagare gli dovevo chiedere se scherzava o si dimenticava qualche zero… incredibile quanto OGNI PERSONA in questo paese incula il turista, con prezzi che se va bene sono DIECI VOLTE SUPERIORI a quello che dovrebbero essere. Insomma, pagando tutta la serata in vari posti per 3 persone penso di aver speso meno di 5 euro.



Lasciamo purtroppo il nostro amico verso le 23 visto che il giorno dopo ci saremmo alzati alle 5 per partire alla volta di Sape, il porto di sumbawa dove speravamo ci fosse la nave per la prossima isola da esplorare, Sumba.
Sperare si, era la parola d ordine, nessuno sapeva gli orari esatti e alla reception dell hotel (parolona per quel posto) ha provato ripetutamente a chiamare l ufficio del porto senza risposta, qui gli statali sono peggiori di quelli in italia.
Insomma gli orari erano in costante mutazione ma dicevano che il vemerdi e il sabato soli ,alle 8 di mattina c era la barca che andava a sumba ed era venerdi alle 7 che saremmo stati sul posto.
E secondo voi c era??
Preparati psicologicamente per i soliti furfanti che ci dicono che la nave è stata cancellata e che ci offrivano a prezzi spropositati di portarci loro con le barchette di legno che al 90% sarebbero affondate, li ignoriamo e aspettiamo che apra l ufficio. La guida (lonely planet) avverte di questi infami tentativi di imbroglio e racconta pure di barche affondate con i turisti sopra… qui ammazzano pure la gente per 20 dollari… Fatto sta che quando apre l ufficio, un ufficiale che parla inglese ci descrive gli orari appesi appena fuori (in indonesiano, incomprensibili) e quel giorno non c era nessuna barca e per sumba avremmo dovuto aspettare 4 giorni. Potevamo partire per Flores (un'altra isola) la notte stessa alle 3.00 come in tabella. Ok, decidiamo di prendere quella e andiamo subito a cercare una stanza per recuperare le ore di sonno perse per niente.
Alle 2 di mattina suona la sveglia, preperiamo la moto con i bagagli, piccola colazione ealle 2.30 siamo al porto. Deserto totale!! Troppo calmo visto che era l unica barca che andava a flores in quei tre giorni(dalle tabelle lette la mattina stessa). Troviamo altre 3 “”turiste”” che pur essendo indonesiane erano in viaggio come noi e parlavano benissimo l inglese. Inkazzate nere ci spiegano che la nave che doveva partire alle 3 era partita alle 21!!! Ma si può?? Loro avevano chiesto info alle 17 e c erano ancora le tabelle che avevo visto io… semplicemente la nave era arrivata alle 20 e avevano deciso di ripartire subito… chi era li è partito, chi non c era cazzi suoi. Questa è l indonesia. Non ci volevo credere fino a che, verso le 4, perdo le speranze e prima di rientrare diamo un occhiata alle tabelle per vedere quale era la prossima. In quel momento ci accorgiamo che sopra alla vecchia tabella (quella vista da noi tutti il pomeriggio) ne avevano incollata una nuova, probabilmente alle 20 quando hanno deciso di ripartire, con tutto cambiato. Le ragazze non avevano un giorno in piu e inkazzate sarebbero tornate a Bima la mattina ma io e Tomoko potevamo prendere la nave del giorno dopo alle 16. Il rovescio della medaglia è che saremmo arrivati a mezzanotte sull isola, e chi la trova una stanza a quell ora. Ma le possibilità erano due, quella o tornarsene indietro visto che stare 3 giorni in piu a Sape sarebbe stato da idioti.
Insomma, praticamente non abbiamo dormito perche ogni tre ore tornavamo al porto per controllare che la nave non fosse li e che non ci fregassero ancora.
Alle 16 insomma prendiamo la nave che chiaramente parte con tre ore di ritardo alle 19. Super affollata e con un caldo umido da record anche qui siamo al centro dell attenzione, anche se, sulle seggioline scomode dalla parte opposta notiamo qualche altro backpacker che prova a dormire su sti pezzi di plastica rotti. Noi ci acomodiamo in un posto rialzato con moquette per poterci sdraiare comodamente e magari riuscire a dormire. Pazzesco, nel giro di un ora quel quadrato di moquette 10 metri per dieci diventa un campo da gioco di tetris… tutti vogliono trovare un buco dove sdraiarsi e noi eravamo in mezzo. Ogni minuto saliva gente e se solo accennavamo a ritirare una gamba ecco che il vicino allungava la sua e ti inculava la possibilità di riallungarla in futuro, anzi, ti toccava avvicinarti di piu ai piedi puzzolenti che giacevano a 3 cm dalla tua faccia. Giuro, mattoncini di tetris che continuavano ad aggiungersi, avete presente, piu avanza il livello piu la musichetta odiosa accellera e vi rende nervosi… questi due poveri cristiani (anzi uno solo a dire il vero) in mezzo a qlmeno un centinaio di mussulmani/e che ti fissano negli occhi senza nessuna vergogna senza mai cambiare bersaglio.



Il caldo rendeva la cosa massacrante e il fatto di non potersi spogliare in rispetto alla loro religione e costumi (le donne erano vestite dalla caviglia alla fronte, velo e alcune burka compresi, da morire) penso mi abbia fatto perdere almeno 3 litri di sudore che vista l umidità non evaporava mai. Invece di riposarci, alle 1.30 di notte arriviamo a Labuanbajo e, mezzi morti, scendiamo dalla nave. La situazione e l orario ci mette nel dubbio piu totale sul da farsi ma almeno noi un mezzo l avevamo. Raggiungo gli altri “bianchi” appena scesi e faccio conoscenza. Sette europei tra polacchi, czechi e olandesi anche loro nell indecisione piu completa. D altra parte la nave era quella e nessuno aveva il tempo di aspettare 3 o 4 giorni. Lasciamo le 4 ragazze a sorvegliare i bagagli e noi 5 ragazzi andiamo in cerca (divisi) di letti su cui riposare i nostri poveri corpi disidratati. Provate ad indovinare?? Su una 15ina di hotel provati, 7 o 8 di questi(svegliati dal nostro bussare insistente o già svegli) erano pieni… pensate che i polacchi venivano dall isola di Lombok e negli ultimi 4 giorni ne avevano passato solo uno su un letto, gli altri in bus notturni o nave perche in ogni paese o località provate avevano trovato tutto pieno e prezzi pompatissimi dalla situazione. Insomma, dopo un ora e mezza di guida io e di cammono loro, verso le 3 decidiamo di mollare.
Io e tomoko mettiamo in atto il piano B, visto che eravamo quasi certi che avremmo trovato questa situazione. Guidare fino a Ruteng, la piu vicina città giusto per non dormire in spiaggia cagandosi addosso per le brutte facce che giravano al porto, e anche se visto il numero potevamo stare li con gli altri europei, oramai l avevamo già deciso in advance.
Sapevamo che erano solo 100 km e in un paio d ore sarebbe stata l alba, e in piu c era passata anche la sonno… Queste sono proprio le superidee del supergire… una delle piu grandi cazzate fatte. Chiediamo info sulla direzione ad un local che stava lavando la macchina (alle 3 di mattina!!!) e si mette a ridere!! Fino a ruteng di notte?? Ci chiede… noo, è pericoloso.. insomma, l inglese non lo parlava bene e il perché fosse pericoloso non ce lo sapeva spiegare anche se sembrava fosse per le curve o qualcosa del genere, ridendo ci indica la direzione.. c è una sola strada, non si poteva sbagliare. Dopo una mezz ora, felici come le pasque per le ottimali condizioni della strada cominciamo a cantare a squarciagola sfrecciando con l ipod a stecca… poi.. cominciano le curve… tante curve.. spesso tornanti, e sempre in salita. Insomma, non cantavamo piu. Non per le curve, ma per il freddo. Mi fermo per vestirmi, accendo il gps per controllare un po di cose e alle 4 di mattina, in una strada in mezzo a una jungla indefinitatremolanti e con i brividi la lettura dell altitudine di 1300 metri s.l.m. non mi fa molto piacere.




Insomma, il freddo c era per qualcosa, grazie a dio, non so perché, avevo con me dei calzini lunghi e pure dei guanti in neoprene, la solita bandana, due t-shirt sotto la felpa con cappuccio chiuso e due paia di pantaloni. E io che pensavo che sull equatore facesse caldo ovunque. Vi farà piacere sapere che la cosa andò peggiorando, quando il gps segnava 1560m e una velocità media di 19km/h… in salita era priprio salita e quella cazzo di umidità ti faceva entrare il freddo nelle ossa… cazzo, sul monte bianco si stava meglio!!! Come ripeto, non cantavamo piu. Verso le 6.30 come da noi sperato si fa luminoso, non vedevo l ora di avere i primi raggi di sole sul mio viso cristallizzato e sui miei vestiti bagnati/congelati dall umidità… ma le montagne intorno lo coprivano… e il bello è che non siamo mai scesi sotto i 1000 metri slm… Insomma, la serata pi dura del mio viaggio, forse di tutti i miei viaggi, piu di 6 ore per 100 km ed era la seconda notte che non dormivo… Arriviamo a Ruteng, paese a circa 1200 m dopo le 9 e cominciavo ad avere i primi colpi di sonno.. in motorino!!! Cerchiamo un hotel per buttarmi su un letto e starci per sempre, casino, traffico mai visto… ma che cazzo succede??? Non ci crederete mai. Qui chi cazzo ci viene??? I primi tre hotel girati.. ERANO PIENI!!! Era il Giorno dell indipendenza dell indonesia!!! Il nostro 25 aprile praticamente e stavano cominciando le parate militari in centro.. i polizziotti bloccavano le strade e io li volevo uccidere tutti. Dopo il 4 hotel pieno il mio corpo cede, mollo il motorino e mi sdraio sul marciapiede. 30 secondi e già sto sognando. Tomoko cerca di svegliarmi ma per mezz ora non c è stato verso, ero morto, quanto ridere si è fatta lei quando la gente scendeva dal marciapiede per evitarmi e mi guardava con una grossa goccia a lato viso (come nei cartoni giapponesi). Lei almeno un oretta aveva dormito, si abbracciata come un koala a me in motorino fin che guidavo!!! Insomma c erano 5 hotel in tutto il paese e Dio, grazie ancora, al quinto mi ha fatto trovare una camera libera. Chiaramente prezzo pazzesco (150.000 rupie) per la schifosa camera senza bagno sporca eccetera, ma vi assicuro che neanche i bambini dormono cosi bene, nonostante le musiche e cerimonie sotto in strada… Non serve spiegarlo, basta una foto…



Insomma, il paese di Ruteng non presentava nessuna sttrattiva se non il fatto di essere fresco vista l altezza, ma anche qui l aria di montagna ce la sognavamo… solito smog del traffico, il solito fumo dalle case perché i netturbini non esistono e la gente brucia la spazzatura, plastica carta tutto insieme, sula strada fuori casa come ho visto fare in tutta l indonesia. Vi assicuro che questa è stata l occasione in cui ero piu deciso a tornare indietro e prendere un aereo per la thailandia, ma dopo una bella dormita e super cena (chiaramente a pranzo ero a letto) chiediamo ad altri turisti come sarebbe stata la situazione dove volevamo andare, e ci hanno rassicurato. Non potevo viaggiare ancora con l incubo del “”sorry, we are full”! La mattina dopo scappiamo di buon ora, alle 8 siamo già in strada, non capivo se avevo sonno o no, i miei ritmi biologici erano partiti. Per strada mi accorgo che sta arrivando qualcosa, tipo mal di gola fotonico e raffreddore galattico ma ben venga, me lo sono meritato. Dopo circa 5 ore di strada montuosa per altri 130 km sopra i 1000 metri arriviamo a Bajawa,



altro centro urbano a 1200m dove l aria è piu sporca che a pechino e troviamo subito una stanza, economica, non male e con ristorante di fronte, e soprattutto, personale gentilissimo e non imbroglione. Chiaramente perche non erano abituati ai turisti, si vedeva da molte cose, tipo che tagliando i pomodori una dello staff cucina non smetteva di fissarci come tutti gli altri. Sicuramente, quando l orda di turisti arriverà si troverà con 2 dita senza neanche se ne accorga. Esco e vado in giro a cercare qualche medicina nei negozi, spiegandomi a gesti… Quanto ridere, cercavano di rifilarmi qualunque tipo di pillola… poi la decisione è caduta su una scatoletta con il disegno di uno che tossiva stilizzato… 30 euro cent… mah… beviamola con la redbull che è meglio…
Dopo una giornata e nottata a riposare e cercare di guarire, ancora una volta, di buon ora, partiamo per la prossima meta. Lo so sempre in viaggio, ma se non trovo niente di stimolante che ci posso fare… la cosa bella qui è proprio il panorama tra un centro abitato e l'altro, a volte i villaggi indietro di 50 anni sulla strada o le curve fatte in piega tra jungle fitte di palme piuttosto che su un altopiano dal panorama strepitoso



Ad un certo punto non so cosa mi sia successo, ma tutto dun tratto mi è tornato il buonumore, guidavo fluido e tutto sembrava piu leggero, dopo Bajawa il traffico era molto minore e neanche il mal di culo mi toccava piu di tanto. Sarà stata la musica giusta e i panorami mutevoli della strada, dalla montagna passavamo di nuovo al mare, la temperatura piu mite e l asfalto appena steso non lo so, guidavo con un gran sorriso e stranamente, contrario del solito, speravo di non arrivare mai e quando mi fermavo stavo per un po a gustarmi il silenzio,o gustarmi la vista di maiali neri che si mangiavano il tetto della loro casetta, i soliti pastori di bufali i quali non realizzo con quale coraggio bastonino e strattonino quegli animali spaventosamente enormi, le chiese, semplici architettonicamente ma enormi (in quest isola la maggior parte è cristiana) e i vulcani inattivi che facevano bella mostra sovrastando la città dove stavamo per arrivare, Ende.









FOTO MAIALA
FOTO ROCO PALME
FOTO CHIESA
FOTO VULCANI
FOTO BUFFALO SOLDIER
FOTO PANORAMA COSTA
FOTO CURVA FRANA

Anche qui visitiamo diversi hotel, ma stavolta cercavamo una camera decente dove poterci fare la doccia anche se fredda, dove non ci fossero 80 specie di insetti e l intonaco corroso ti cadesse in faccia fin che dormi. Dopo un po ne troviamo una troppo bella per costare cosi poco.. ma la prendiamo. Divertente. L inculata c è sempre. A est della camera c è l aereoporto… non vicino.. non vicinissimo… di piu. Quasi quando decollava dovevo abbassare la testa per evitare l ala dell aereo.. e non finisce qui, i tappi per le orecchie non potevo toglierli tra un decollo e l'altro perche la moschea, a ovest della mia stanza era di fronte agli altoparlanti che trasmettevano le preghiere (alle 5 di mattina pure) a un volume che pure a 20 km possano sentirlo.
Povero Allah, quante glie ne ho dette. Lui e il suo kebab. Ora vado a nanna che tra un po mi sveglio (alle 2.30 di mattina) per andare nel posto per cui ho fatto tanti km, i tre laghi colorati che altro non sono tre ex crateri vulcanici di cui vi racconterò in seguito. Dicono che siano da vedere all alba ma da qui son circa 3 ore di strada.. di notte.. a 1600 metri.. ma stavolta lo so in anticipo!!! Oggi era il compleanno di Tomoko.. 27 anni… Una birra dopo tanto tempo, e una torta sorpresa preparata da me con le candeline (la torta erano 6 ciambelle e 2 tortine che sono andato a comprare con la scusa di andare a cercare l olio per la moto) ma si sa, non se l aspettava e le ha fatto molto piacere, chissa che non si dimentichi dell aragosta sulla tavoletta del cesso.. ah ah ah, rido ancora… E voi come va al lavoro, tutto bene?? Dai scherzo… prima o poi dovrò anchi tornare nel mondo reale… un abbraccio a tutti quelli che hanno lapazienza di leggere ste stronzate… byeeeee

lunedì 17 agosto 2009

Finalmente, via dalla folla, Sumbawaaa

Finalmente buone nuove. Sono partito per non so dove, e già questo mi piace. In due giorni ho già cambiato piano 3 volte. Troppo, troppo pieno dappertutto, davvero, non immaginavo che tanta gente facesse le ferie in indonesia, piu che altro Bali e Lombok, che sono le due isole turistiche per eccellenza.
Ricapitolando da Ubud, dopo aver testato il nuovo mezzo per una giornata, e devo dire molto meglio del precedente, sella piu lunga e vano sottosella enorme, piu comodo e piu rigido, e soprattutto con il serbatoio quasi il doppio di tutti gli altri mezzi a noleggio, arrivo fino a padang bai dove passo la notte per poter prendere il traghetto il giorno dopo visto che questo paesino è l unico porto da dove partono per varie destinazioni tra cui l isola di Lombok dove sono diretto. Non serve dirlo… tutte le guest house erano piene… ho trovato una stanza solo dopo un paio d ore di girovagare chiedendo ai local e il prezzo non era proprio basso, anzi… una delle peggiori stanze al prezzo piu alto pagato fin ora, ma si sa, loro, bastardi dentro, se ne approfittano, altre non ne avrei trovate e lo sapevano, c era pieno di backpackers in giro con lo zainone e contando che non avevano il motorino come me non so proprio dove possano aver dormito..
Il giorno dopo sveglia alle 5 a.m., colazione veloce e alle 5.30 siamo al porto ad aspettare il prossimo traghetto



Durante l attesa un ragazzo indonesiano si avvicina incuriosito e facciamo conoscenza. Parlava un inglese decente e sembrava simpatico. Ci ha fatto compagnia per tutto il viaggio in nave e ci raccontava che era nell esercito e viveva a Bima, era contentissimo di avere fatto i suoi 5 giorni di ferie a bali. Mah… 25 ore di guida in moto con madre dietro per farsi 3 giorni di ferie e altre 25 ore di ritorno… Ma la cosa stupefacente è che è l unico indonesiano fino ad ora con cui ho parlato che non mi ha chiesto soldi, anzi, era felicissimo di scambiare quattro parole con noi e invitarci a casa sua se fossimo passati dalla sua città. Dopo un paio d ore è tornato a dormire nella zona materassi visto che aveva guidato tutta la notte sotto la pioggia e io e Tomoko ci siamo fatti un piccolo accampamento fuori dalla folla per goderci il panorama della traghettata




Sul traghetto l amico indonesiano (Yuri) ci aveva dato delle dritte importantissime visto che faceva esattamente la strada che dovevamo fare noi, strade scorrevoli, tempistiche di percorrenza e tempi dei traghetti, facendoci cambiare programma per la seconda volta nello stesso giorno. Anche se la Lonely planet sconsiglia di passare la notte a Labuhan L. (senza darne una motivazione.. inquietante..) decidiamo di farlo visto che il tempo per arrivarci c era e il mattino seguente avremmo preso il traghetto per cambiare isola nuovamente.
Durante il viaggio ci siamo accorti subito di essere fuori dalle strade battute dai turisti che vanno tutti a nord e nessuno passa di qui dal fatto che tutti, ai lati della strada o seduti sugli scalini di casa ci sorridevano sorpresi e chi non lo faceva restava con gli occhi sbarrati a guardarci come se vedesse un marziano. Quando ci fermavamo per fare stretching ai nostri poveri culi e gambe distrutti la gente si congelava, chiamava la famiglia e tutti uscivano di casa e, restando di fronte all uscio, semplicemente ci fissavano ammutoliti, qualcuno sorrideva e qualcuno si avvicinava fino a 3 metri da noi e rimaneva immobile a fissarci per minuti.. gli unici, i soliti bambini, ci correvano incontro, il meno vergognoso ci urlava “”hi mister” e poi in gruppo scappavano ridendo. Quando ci fermavamo a fare benzina, in 3 minuti di sosta ci trovavamo 20 persone intorno che senza dire una parola, senza nessun imbarazzo ci circondavano e fissavano negli occhi e guardavano cosa facevamo… dopo un po sia io che lei ci sentivamo in imbarazzo, non ci davano respiro, non li capivamo, forse aspettavano che tirassimo fuori qualche spada laser o che ripartendo con lo scooter girassimo le ruote parallele all asfalto e partissimo volando come in ritorno al futuro…
Altra cosa che si fa notare molto a differenza di bali è il cambio di religione. Bali è prettamente indù ma qui sono tutti mussulmani e per strada abbiamo visto tantissime moschee, alcune bellissime, pulitissime e brillanti, nuove, e alcune in costruzione, due o tre era da fermarsi a fotografarle ma il tempo era nemico e abbiamo scattato in marcia quando potevamo.




Insomma, dopo 6 ore di traghetto e tre ore di guida arriviamo in questo paesino che fa da porto tra le due isole (Lombok e Sumbawa) e ci accorgiamo subito che era una giornata speciale. Cera una competizione in atto tra le varie classi delle scuole. Sembra una marcia militare, i ragazzi di una squadra, tutti vestiti uguali, implotonati con il capoplotone fuori rango col fischietto che da il passo. I ragazzi delle elementari fanno 8 km, le high school 18 e i maggiorenni 45km di marcia!!! Un casino della madonna e tutto il villaggio era per strada…
Vi assicuro che non c era un turista nel giro di almeno 100 km e ne vedevano pochi li… forse sarò blasfemo ma mi sembrava di essere il Papa a bordo della sua Papamobile con la folla a destra e sinistra che lo saluta a granvoce (magari mi insultavano che ne so) ed ero obbligato a viaggiare a passo d uomo vista la difficolta di evitare i “”plotoni” di bambini in marcia e i carretti trainati da cavallo.

video

Appena trovato l hotel, l unico del posto, ci sediamo sui tavolini esterni a giocare a carte e rilassare le giunture dove un cancello ci separa dalla strada. Fortunatamente la competizione non passava da li ma è bastato che un bimbo ci vedesse perché chiamasse tutti i suoi amici e da dietro il cancello cominciassero a farci uno spettacolino da ammazzarci dalle risate, una cosa del tipo 5 “hi mister!” al secondo con ruote, capriole ecc. A Tomoko sono rimasti cosi simpatici che torna in stanza, se ne esce con 3-4 caramelle e glie le porge… io resto allibito… tipo nei film al rallentatore cerco di fermarla e nel mentre (sempre al rallentatore) dalla mia bocca esce “noooooooooo” i bambini alla vista delle gustose e cremose alpen liebe si trasformano non in licantropi ma in scimmie e cominciano ed arrampicarsi sul cancello appuntito incuranti del pericolo…



la stessa scena l ho vista all olimpico il giorno del derbi roma-lazio nel 2001…. Pensavo la sbranassero, ma come funziona il trucco di lanciare il bastone al cane lei lancia le caramelle e loro partono. La violenza non mancava, e come si suol dire, bambini morti dappertutto.



La sera abbiamo provato ad uscire a cercare un ristorante ma la cosa era esagerata, troppo, troppo imbarazzante, era tipo forrest gump quando correva con la scia di persone al seguito che aumentavano sempre di piu, e chi non ci seguiva ci fissava. Il paese era parecchio buio e aveva l aria di una favela brasiliana, non ci sentivamo per niente a nostro agio, so che nessuno ci avrebbe fatto qualcosa di male, ma era il primo approccio con questo “tipo di turismo” e devo dire che non vedevo l ora di lasciare quel posto. Ora forse capisco che chi scrive la lonely planet la sa piu lunga di me e non ha bisogno di dare spiegazioni. Una nota.. nel villaggio (hotel compreso) c era sia l acqua corrente che la luce elettrica a intermittenza e solo poche ore al giorno… e la doccia si faceva col secchiello cercando di non scivolare nella turca…
Il rovescio buono della medaglia è che cominciavo proprio a risentirmi in viaggio, uno di quei viaggi che pochi fanno, certo, mancano tutte le comodità a cui noi europei siamo abituati ma la sensazione di sentirsi un po “esploratore dell ignoto” vale la candela.


clikkaci sopra e la vedrai grande....

E qui comincia l avventura e questo paesino non era altro che il primo impatto con lo “”stile di vita” che avremmo avuto da li in poi. La mattina dopo, verso le 6 a.m., ci dirigiamo verso il porto dove uno dei loro traghetti arruginiti ci avrebbe portato in Sumbawa, isola di poche se non nessuna attrazzione turistica. Praticamente vera! L indonesia che volevo vedere, fatta di indonesiani mussulmani che si alzano alle 5 di mattina per pregare e che per portare a casa la spesa prendono il carretto a cavallo.
Appena approdati sapevamo che ci aspettava un viaggio non da scherzo come raccontato dall amico Yuri, ci dirigiamo verso la capitale dell est sumbawa, Sumbawa besar, dove avremmo pernottato una notte per spaccare il viaggio a metà. Strada messa bene, traffico minimo e panorami da urlo hano reso la guida molto piacevole.









Anche qui piu o meno stessa storia anche se meno pesante, la città era grande e la gente indaffarata ma tutti, e dico tutti quelli che ci notavano non ci toglievano lo sgurdo di dosso. Dopo aver trovato da dormire prendiamo il motorino, visto che camminare era impossibile senza essere seguiti, e andiamo a fare una spesa per il lungo viaggio del giorno dopo.
Come anticipato dall amico, la strada dopo S. Besar fino a Empang è abbastanza malmessa e in certi punti semidistrutta, pezzi di sterrato, lavori in corso ogni 2 km e buche profonde 20 cm, insomma uno slalom gigante, e quando sbagli (spesso visto i 160 kg di carico totale la moto non era agilissima) gli “stoooock!!” delle sospensioni mi preoccupavano parecchio… a volte si guidava a passo d uomo… insomma per 260 km di strada ho guidato 7 ore e mezza…
Arrivo al traguardo (Huu) alle 1530 del pomeriggio, distrutto davvero stavolta ma felice di aver visto tanti posti naturali intoccati e disabitati e passato attraverso piccoli villaggi dove, a parte l arrivo dei motorini, la vita probabilmente si svolge come 30 anni fa e la gente cazzeggia seduta a bordo strada o giocando a carte e le donne lavano i vestiti e fanno la doccia ai bambini in un ansa calma del fiumiciattolo che scende dalla collina.



Ho persino incontrato due (padre e figlio a occhio) che scaricavano un bufalo da una barca portato da non so dove per portarselo a casa. Spettacolare, pensate un po, loro guardavano increduli e salutavano me da lontano che gli facevo le foto e io allo stesso tempo guardavo stupito come lottavano con sto animale immenso per farlo scendere dalla barchetta di cartapesta e portarselo dietro.



buffalo soldiers


Penso sia da quando ho 14 anni e il primo motorino che volevo fare un viaggio in moto, e con tutti i mezzi a due ruote che ho avuto in vita mia, di tutti i tipi davvero, è quasi ironico che faccia il primo con uno a noleggio. In due, bagagli abbastanza leggeri, il gps attaccato con lo scotch sul cruscotto e la solita colonna sonora di eddie vedder piuttosto che somewhere over the rainbow a ripetizione…Insomma non è la solita uscita domenicale con la tuta in pelle e il ginocchio che sfiora l asfalto, l adrenalina di un paio d ore che finisce con una birra al bar e a casa per farsi una doccia. Qui mi sto spaccando proprio il culo, i polsi oramai li giro a 360 gradi e sulle lunghe percorrenze pure la schiena ne risente, sulle buche poi… Ma poi tolgo il casco per il caldo che sale dall asfalto, guardo la strada libera di fronte a me senza buche, do un po di gas e lascio che l aria di mare sbatta qua e la i miei ormai disordinati ciuffi di capelli, lascio attraversare le scimmiette spaventate dal mio arrivo che cazzeggiavano in mezzo alla strada, dopo la curva spero che quei 4-5 enormi bufali al lato non si inkazzino per le mie suonate di clacson, e rallento per dare il “cinque” ai bambini dei villaggi e tutto il dolore e la fatica spariscono, penso a dove sono e cosa sto facendo, e sotto il rayban quasi la lacrimuccia scende, in quei pochi secondi in cui davvero non c è niente di negativo.. va beh, spiegarlo a parole è inutile e tanti di quelli che leggono questo blog sanno di cosa parlo..
Ora sono a Huu, penso l unico posto dove ci siano turisti sull isola, e ho scoperto che è una mecca per i surfisti, l unico bungalow senza un surf fuori è il mio e tutti sono semiprofessionisti o superdraghi, li ho visti oggi, pazzesco. Ma davvero poca gente, una specie di posto segreto e comunque difficile da raggiungere anche in auto. Non ci sono minimarket, negozi o club, solo bungalow sulla spiaggia e 2 o 3 ristoranti per i clienti, il solito villaggio di pescatori locali e una spiaggia bianca infinita e libera. La gente che viene qui viene davvero per surfare e surfare, e la sera giocano a poker con la birra fresca (agli ozzy togliete tutto ma non la birra) tranquilli e beati, a letto presto, e la mattina surf again… bell atmosfera e bel posto, mi sa che ci sto piu delle due notti programmate, perché no, il bello di essere autonomi è proprio quello di non avere programmi e cambiarli continuamente no?? See ya mates